Fragranza dei secoli: gli affascinanti profumi del Delta Antico nel Museo di Comacchio.

12 / 10 / 2017

Architetture di spazi e di sensi. Geometrie di storia, matematica assai poco euclidea di profumi ed emozioni, che affiorano direttamente dal mare dei secoli. Un po’ criptica? Di certo creativamente “confusa”, toccata nel profondo, perché mi accingo a raccontarvi uno tra i progetti più affascinanti in cui sono stata coinvolta negli ultimi anni.

È il percorso olfattivo studiato per il Museo del Delta Antico di Comacchio. Lo presento ufficialmente sabato 14 ottobre, in occasione del “lancio” della guida al nuovo allestimento, inaugurato di recente. Si tratta di una case history unica ed emblematica. Qui, realmente, discipline e materie anche lontane – archeologia, storiografia, architettura, comunicazione e scienza dei profumi – collaborano e si integrano alla perfezione, per un impianto espositivo e scenografico senza precedenti, rigoroso ed efficacissimo.

Il Museo presenta sotto la luce migliore, a profani e cultori, turisti e cittadini, lo straordinario materiale archeologico risalente alle diverse epoche in cui il centro di Spina, sulla costa ferrarese, era uno tra gli empori commerciali più attivi e frequentati del Mediterraneo. E custodisce per i visitatori il carico di una nave romana, naufragata al largo della litorale nel I secolo Avanti Cristo. Uno spaccato insostituibile e imperdibile di antica quotidianità: l’imbarcazione trasportava piombo spagnolo, ceramica alto adriatica, vino o olio dalla costa adriatica, dalle isole greche, dall'Asia Minore, ceramica da tavola o da cucina, legname, carne, profumi, piccoli oggetti di devozione. Molto di tutto ciò, grazie a particolari condizioni ambientali, si è conservato ottimamente.

L’allestimento.

Nello sviluppo del progetto ho collaborato con il Cosmast dell'Università di Ferrara e con l’architetto Michela Biancardi, che ha curato e diretto i lavori e qui descrive l’allestimento in prima persona.

“Il Museo del Delta Antico si trova all’interno del neoclassico ex Ospedale degli Infermi nel centro storico. Cessata la funzione ospedaliera negli anni ’70, nei successivi 10 anni ospita una scuola media, finché tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 non nasce l’idea di trasformarlo in struttura museale, attraverso un complesso progetto di restauro. Infine nel 2014 viene bandito un concorso di idee, dal quale scaturisce l’attuale allestimento museale.

Il percorso si sviluppa su due piani, 1.200 mq e più di 2.000 reperti suddivisi in 4 sezioni tematiche incentrate sulle testimonianze dell'antico delta del Po: Una città senza territorio (età romana), La nave romana e il suo carico, al piano terra; Spina crocevia del mondo anticoComacchio emporio sulla sabbia (tardo medioevo) al piano primo. Fa da perno la sezione dedicata alle Trasformazioni del territorio che narra dei cambiamenti dell’ambiente nel corso dei millenni.

Il concept museale si dipana come un racconto in grado di legare le molteplici testimonianze materiali esposte nel museo. Si basa principalmente su due elementi che richiamano le caratteristiche peculiari del territorio comacchiese: l’acqua e il legno.

In particolare l’acqua è il grande filo conduttore che si manifesta lungo l’allestimento con differenti accorgimenti in grado di stimolare più sensi. La troviamo sotto forma di luce blu che si riflette sui “fondali” sabbiosi, ma anche come presenza sonora tramite lo sciabordio e infine come profumo marino nella grande sala delle colonne al piano terra nella sezione de la Nave romana e il suo carico. Non ultimo come pavimentazione di colore azzurro al piano primo, nella parte dedicata a Comacchio emporio sulla sabbia.

Il legno, invece, che nei secoli ha definito il rapporto tra uomo e acqua è richiamato da piattaforme sopraelevate e da rivestimenti in doghe su pareti ed espositori. Per esempio si possono notare le due grandi superfici curve al piano terra, che richiamano idealmente lo scafo dell'antica imbarcazione ritrovata negli anni Ottanta, che, pur non mirando a una letterale ricostruzione, vogliono creare una particolare atmosfera per la visita dei ritrovamenti. Al piano primo, nella sezione Spina crocevia del mondo antico, la fruizione del pubblico avviene su percorsi sopraelevati, i quali vogliono suggerire la conformazione dell'antico insediamento spinete: un insieme di “isole” collegate da palizzate lignee. Simbolicamente le abitazioni sono rappresentate dai grandi volumi rosso scuro, i cui interni sono tutti da scoprire.

All’interno del percorso museale si alternano differenti modalità di sistemi di comunicazione ed esposizione, efficaci a parlare ai diversi target di utenti e rendere fruibile il racconto alle diverse tipologie di pubblico: supporti grafici, disegni, fotografie, filmati e video multimediali, suoni, ricostruzioni scenografiche, oggetti originali e in replica, dispositivi tattili e olfattivi”.

Il percorso olfattivo.

Per l’area dedicata a Spina, Crocevia del mondo antico ho creato Acqua di Spina. I profumi rappresentano, nel contesto classico, un legame con la religione, il sacro e la sfera medica. Il loro uso, prima riservato agli dei, viene accomunato ai mortali di entrambi i sessi per la cura personale e l’abbellimento del corpo. Tra le essenze più pregiate vi era un profumo ottenuto dalle radici dell’iris selvatico, prodotto a Corinto e a Cizico. Le sue proprietà eccezionali venivano apprezzate anche durante il simposio: prima della libagione il profumo contrastava gli effluvi del vino; dopo ne leniva gli effetti collaterali.

Per la sezione La nave romana e il suo carico ho concepito invece Rosa dei Venti. Navigare nell'antichità era pericoloso, richiedeva esperienza e la conoscenza dei venti e delle loro variazioni stagionali, delle correnti marine e delle stelle. I viaggi per il Mediterraneo si limitavano alla stagione bella, per evitare i repentini cambiamenti climatici, specie in primavera. Dalla rosa dei venti romana, situata in un punto di riferimento al centro del Mediterraneo presso l'Isola di Creta, derivano alcuni nomi moderni dei venti.

Attraversiamo infine la sezione focalizzata su Comacchio “medievale” ei suoi traffici percependo nell’aria la fragranza speziata di Porta d’Oriente. Nell'emporio comacchiese giungevano dal Mediterraneo diverse merci, tra cui le preziose e costose spezie orientali, usate nella cucina raffinata e nella medicina. La provenienza da luoghi lontani attribuiva alle spezie un fascino particolare e un alone di esotico mistero.